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Episodes
Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato al diritto delle tecnologie e alla società digitale.
Ogni episodio analizza, con rigore e un linguaggio accessibile, i temi che stanno trasformando il nostro tempo: intelligenza artificiale, GDPR e protezione dei dati, cybersecurity, informatica giuridica, hacking, investigazioni digitali, legal tech, privacy, crimini informatici e futuro delle professioni legali.
Vuole essere un punto di incontro tra diritto, tecnologia e cultura digitale, pensato per professionisti, studenti e appassionati che vogliono comprendere non solo come funzionano le nuove tecnologie ma, anche, le loro implicazioni giuridiche, etiche e sociali.
Il podcast è creato e curato da Giovanni Ziccardi, professore di Informatica Giuridica all'Università degli Studi di Milano.
Per contatti: giovanniziccardi@icloud.com
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6 days ago
6 days ago
28 min

Come sta cambiando l’intelligenza artificiale i bambini e gli adolescenti?
È una delle domande più importanti — e più difficili — che possiamo porci oggi sull'intelligenza artificiale.
La risposta più rigorosa è che non lo sappiamo ancora completamente. Questa tecnologia è entrata nella vita quotidiana troppo rapidamente perché esistano già studi capaci di dirci che cosa significhi crescere per dieci o quindici anni circondati da sistemi di intelligenza artificiale generativa.
Ma non possiamo aspettare vent'anni per iniziare a interrogarci, perché bambini e adolescenti stanno utilizzando questi strumenti adesso.
In questo terzo episodio di REC provo allora a spostare la discussione oltre la domanda più immediata — «gli studenti useranno ChatGPT per copiare i compiti?» — per affrontare una trasformazione molto più profonda.
I bambini di oggi potrebbero essere la prima generazione della storia a crescere con un interlocutore artificiale sempre disponibile: capace di rispondere immediatamente, spiegare cento volte la stessa cosa, adattare il proprio linguaggio, correggere un testo, inventare una storia, aiutare a risolvere un problema e persino ascoltare una confidenza.
Le opportunità educative sono enormi. L'IA può personalizzare l'apprendimento, aiutare chi incontra difficoltà, favorire l'accessibilità, permettere di esercitarsi senza paura del giudizio e ridurre alcune disuguaglianze nell'accesso alla conoscenza.
Ma proprio qui nasce una distinzione fondamentale:
usare l'intelligenza artificiale per imparare non è la stessa cosa che usare l'intelligenza artificiale al posto di imparare.
Imparare significa anche cercare una risposta, sbagliare, ricordare, formulare ipotesi, annoiarsi, fallire e ricominciare. Un adulto che delega all'IA qualcosa che sa già fare utilizza uno strumento. Un bambino che delega sistematicamente un'attività prima di aver imparato a svolgerla rischia invece di non costruire pienamente quella capacità.
E il problema non riguarda soltanto l'apprendimento.
Che cosa accade quando un chatbot diventa qualcuno a cui un adolescente racconta le proprie paure, un litigio con un amico o una difficoltà personale? Può certamente aiutare a mettere ordine nei pensieri. Ma che cosa succede quando lo strumento che prepara alla relazione comincia a sostituire la relazione?
Una macchina può sembrare comprensiva senza comprendere, empatica senza provare empatia, disponibile senza avere bisogni propri. Le relazioni umane, invece, ci costringono a confrontarci con reciprocità, frustrazione, negoziazione, conflitto e compromesso.
A questo si aggiunge il problema dei dati dei minori. Una lunga conversazione con un'intelligenza artificiale può rivelare interessi, paure, vulnerabilità, difficoltà scolastiche, rapporti familiari, desideri e convinzioni. La conversazione stessa può diventare uno dei dati personali più intimi che produciamo.
E quando questi sistemi sono inseriti nell'economia dell'attenzione emerge un interrogativo ancora più delicato: l'interesse economico della piattaforma coincide davvero con il benessere del bambino?
L'episodio affronta anche la personalizzazione e il rischio di manipolazione, la creatività assistita dall'IA, la possibile standardizzazione del linguaggio e del pensiero, i deepfake, la clonazione delle voci, il cyberbullismo e una nuova necessità educativa: insegnare ai ragazzi non soltanto a valutare una fonte, ma a domandarsi se ciò che vedono e ascoltano sia mai realmente accaduto.
L'alfabetizzazione all'intelligenza artificiale diventa così anche alfabetizzazione epistemica: imparare a capire come sappiamo che qualcosa è vero.
Dal punto di vista giuridico, tutto questo richiede di recuperare un principio fondamentale: il superiore interesse del minore. Non è sufficiente progettare sistemi per adulti e aggiungere un limite d'età. Servono safety by design, privacy by design, limiti alla profilazione e alla persuasione, trasparenza comprensibile, sistemi adeguati alle diverse età e una seria supervisione.
La soluzione, però, non può essere semplicemente vietare l'intelligenza artificiale ai ragazzi. E neppure consegnargliela senza mediazione perché «il futuro sarà questo».
La sfida per genitori e insegnanti sarà insegnare a mantenere una distanza critica dalla macchina: usarla senza dipenderne, interrogarla senza crederle automaticamente, sfruttarne le capacità senza delegarle la fatica necessaria per imparare e conversare con essa senza confonderla con una persona.
Perché l'intelligenza artificiale introduce qualcosa che le tecnologie precedenti non possedevano nella stessa forma.
Non è soltanto un ambiente nel quale il bambino entra. È un ambiente che gli risponde.
La domanda, allora, non è più se i nostri figli cresceranno con o senza l'intelligenza artificiale. Probabilmente quella scelta non esiste più.
La domanda è quale tipo di essere umano vogliamo aiutare a crescere in un mondo nel quale l'intelligenza artificiale sarà sempre disponibile.

Aug 14, 2026
Aug 14, 2026
27 min

La domanda può sembrare un po' surreale, ma riguarda una trasformazione tecnologica già in corso: il passaggio dall’intelligenza artificiale generativa agli agenti di intelligenza artificiale, sistemi ai quali non chiediamo più soltanto di produrre una risposta, ma ai quali assegniamo obiettivi, strumenti e una certa autonomia nella scelta delle azioni da compiere.
Ed è proprio qui che cambia radicalmente il problema.
Un agente AI può navigare sul web, utilizzare un terminale, scrivere ed eseguire codice, interrogare database, utilizzare API, osservare il risultato delle proprie azioni e modificare la strategia. Nel campo della cybersecurity, capacità di questo tipo possono essere impiegate per individuare vulnerabilità e difendere sistemi informatici, ma possono anche creare nuove capacità offensive.
Che cosa accade se un agente supera il perimetro entro il quale era autorizzato a operare? Chi risponde se accede a un sistema senza autorizzazione, acquisisce informazioni o provoca un danno? È sufficiente mantenere un essere umano in the loop oppure dobbiamo iniziare a distinguere tra semplice presenza umana e controllo umano significativo?
In questo primo episodio di REC analizzo il problema dell’autonomia operativa dell’intelligenza artificiale dal punto di vista della cybersecurity, del diritto penale dell’informatica e della governance tecnologica. Dalla responsabilità di sviluppatori, utilizzatori e organizzazioni al principio del least privilege, dal logging al sandboxing, fino alla necessità di incorporare i limiti giuridici direttamente nell’architettura tecnica degli agenti.
Ma il tema va ancora oltre. L’AI agentica potrebbe modificare profondamente anche la cyberwarfare, riducendo il costo umano delle operazioni, aumentando la loro velocità e consentendo a gruppi relativamente piccoli di dirigere attività offensive o difensive su una scala prima difficilmente immaginabile.
È la natura dual use dell’intelligenza artificiale: la stessa tecnologia che può aiutare un’organizzazione a scoprire una vulnerabilità prima dell’attaccante può contribuire ad aumentare le capacità di chi quella vulnerabilità vuole sfruttarla.
Con l’intelligenza artificiale generativa ci siamo abituati a domandarci:
«Posso fidarmi di quello che la macchina mi dice?»
Con l’intelligenza artificiale agentica dobbiamo aggiungere una domanda ancora più importante:
«Posso controllare quello che la macchina fa?»
Perché un’allucinazione dentro una chat può produrre un’informazione sbagliata. Un errore di un agente collegato a sistemi reali può trasformarsi immediatamente in un’azione reale.

Jul 27, 2026
Jul 27, 2026
19 min
L'intelligenza artificiale generativa sta entrando rapidamente anche nel mondo della giustizia. Magistrati, avvocati e operatori del diritto si confrontano ogni giorno con strumenti sempre più potenti, capaci di sintetizzare documenti, ricercare giurisprudenza, suggerire argomentazioni e assistere nella redazione dei testi. Ma proprio questa apparente efficienza può nascondere rischi molto seri.
In questo episodio di Zero Days analizzo dodici errori che un magistrato dovrebbe evitare nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale. Non si tratta di una critica alla tecnologia né di un invito a rinunciare all'innovazione. Al contrario, l'obiettivo è comprendere come integrare questi strumenti senza compromettere i principi fondamentali della funzione giurisdizionale: indipendenza, responsabilità, imparzialità, motivazione delle decisioni e controllo critico delle fonti.
Esamineremo il rischio della delega cognitiva, l'eccessiva fiducia nelle risposte generate dai modelli linguistici, le allucinazioni, l'utilizzo inconsapevole di riferimenti giuridici inesistenti, i problemi legati alla riservatezza degli atti processuali e alla protezione dei dati personali. Affronteremo inoltre due aspetti particolarmente delicati: l'uso dell'intelligenza artificiale per riassumere atti e dottrina, attività che richiedono un'autentica elaborazione intellettuale, e il rischio di affidare all'IA l'intero flusso della decisione giudiziaria, dall'analisi delle difese delle parti fino alla stesura della motivazione e del dispositivo.
L'intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare l'organizzazione del lavoro e aumentare l'efficienza. Tuttavia, la decisione giudiziaria rimane un'attività profondamente umana, fondata sull'interpretazione, sul ragionamento giuridico, sulla valutazione critica delle prove e sull'assunzione personale della responsabilità della decisione.
Questo episodio si rivolge ai magistrati, agli avvocati, ai professionisti del diritto, agli studiosi e a tutti coloro che desiderano comprendere come l'intelligenza artificiale stia trasformando il sistema della giustizia e quali cautele siano necessarie per preservarne qualità, affidabilità e legittimazione democratica.
In questo episodio
• I dodici errori più frequenti nell'uso dell'IA da parte di un magistrato
• Il rischio della delega cognitiva e della perdita del controllo critico
• Allucinazioni, fonti inesistenti e verificabilità delle informazioni
• Riservatezza degli atti processuali e tutela dei dati personali
• Perché l'IA non può sostituire la sintesi e l'interpretazione giuridica
• I limiti dell'automazione nella motivazione delle decisioni giudiziarie
• Come utilizzare l'intelligenza artificiale in modo consapevole, responsabile e conforme ai principi della giurisdizione
La tecnologia può assistere il giurista. La responsabilità della decisione, però, resta sempre umana.

Jul 27, 2026
Jul 27, 2026
1hr 11 min
L'intelligenza artificiale è ormai entrata anche nel mondo della giustizia. Per questo motivo il Consiglio Superiore della Magistratura ha approvato un documento di raccomandazioni destinato a orientare l'utilizzo di questi strumenti da parte dei magistrati, affrontando questioni che riguardano l'indipendenza della funzione giudiziaria, la qualità della decisione, la tutela dei diritti fondamentali e la responsabilità personale del giudice.
In questo episodio di Zero Days propongo una lettura approfondita e commentata delle raccomandazioni del CSM, cercando di evidenziarne non soltanto il contenuto, ma anche il significato culturale e giuridico. Il documento rappresenta infatti uno dei primi tentativi, nel panorama italiano, di riflettere in modo sistematico sul rapporto tra intelligenza artificiale e giurisdizione, ponendo al centro il ruolo insostituibile del ragionamento umano nell'amministrazione della giustizia.
Analizzeremo i principali principi contenuti nel testo: il valore dell'autonomia del magistrato, la necessità di mantenere il controllo critico sugli strumenti di intelligenza artificiale, il problema della trasparenza degli algoritmi, i rischi della delega cognitiva, la verificabilità delle informazioni prodotte dai modelli linguistici e la tutela della riservatezza degli atti processuali. Ci soffermeremo inoltre sulle implicazioni pratiche che queste raccomandazioni possono avere per magistrati, avvocati, consulenti, studiosi e, più in generale, per tutti coloro che operano nel settore della giustizia.
L'obiettivo dell'episodio non è soltanto illustrare un documento ufficiale, ma fornire alcuni strumenti di interpretazione per comprendere come l'intelligenza artificiale stia modificando il lavoro giuridico e quali principi debbano essere preservati affinché l'innovazione tecnologica rimanga sempre al servizio della persona e dello Stato di diritto.
Le raccomandazioni del CSM rappresentano un passaggio importante nel dibattito italiano sull'intelligenza artificiale applicata alla giustizia. Comprenderle significa comprendere anche quale modello di giurisdizione vogliamo costruire negli anni che verranno.
In questo episodio
• Le raccomandazioni del Consiglio Superiore della Magistratura sull'intelligenza artificiale
• I principi di indipendenza, responsabilità e controllo umano nella decisione giudiziaria
• Delega cognitiva e rischi dell'affidamento eccessivo ai sistemi di IA
• Trasparenza, verificabilità e attendibilità delle informazioni generate dai modelli linguistici
• Tutela dei dati personali e riservatezza degli atti processuali
• Le conseguenze pratiche per magistrati, avvocati e operatori della giustizia
• Come utilizzare l'intelligenza artificiale senza compromettere i principi fondamentali dello Stato di diritto
L'intelligenza artificiale può assistere il lavoro del magistrato, ma non può sostituire l'indipendenza del giudizio, il ragionamento giuridico e la responsabilità della decisione.

Jul 25, 2026
Jul 25, 2026
35 min
Dopo aver analizzato i principi dell'enciclica, il rapporto tra persona e tecnologia, le trasformazioni del lavoro e il tema della responsabilità, giungiamo all'ultimo episodio della serie dedicata a Magnifica Humanitas.
Questo episodio conclude il percorso di lettura cercando di raccogliere il messaggio complessivo del documento e di comprendere quale visione dell'essere umano emerga dalla riflessione di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale.
L'enciclica non propone una contrapposizione tra uomo e tecnologia, né invita a rallentare il progresso scientifico. Al contrario, riconosce il valore dell'innovazione e le enormi opportunità offerte dall'intelligenza artificiale. Tuttavia ricorda che il progresso tecnologico, per essere autenticamente umano, deve rimanere orientato alla dignità della persona, alla libertà, alla responsabilità e al bene comune. Quando questi principi vengono meno, la tecnologia rischia di diventare uno strumento di dominio anziché di liberazione.
Nel corso dell'episodio ripercorriamo le principali intuizioni dell'enciclica: la centralità della persona, il valore del discernimento umano, la responsabilità nelle decisioni, la tutela del lavoro, la giustizia sociale, la necessità di governare l'innovazione e il ruolo della comunità internazionale nella definizione di regole condivise per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale.
Ci soffermiamo inoltre su una delle intuizioni più profonde del documento: l'intelligenza artificiale obbliga l'umanità a interrogarsi non soltanto su ciò che la tecnologia è capace di fare, ma soprattutto su ciò che l'essere umano non dovrebbe mai rinunciare a essere. La vera questione non riguarda esclusivamente il futuro delle macchine, ma il futuro della persona, della libertà e della responsabilità in una società sempre più automatizzata.
L'ultima parte dell'episodio propone una riflessione sul contributo che Magnifica Humanitas può offrire al dibattito contemporaneo. Al di là della prospettiva religiosa, il documento rappresenta un invito a riportare al centro della discussione pubblica temi che riguardano tutti: il significato del progresso, il rapporto tra innovazione e diritti fondamentali, il valore del lavoro umano, la responsabilità delle istituzioni e il ruolo dell'etica nello sviluppo delle nuove tecnologie.
Questa serie si conclude quindi con una convinzione che attraversa l'intera enciclica: l'intelligenza artificiale cambierà profondamente il nostro mondo, ma il futuro dipenderà soprattutto dalle scelte che gli esseri umani sapranno compiere oggi.
In questo episodio
- Il messaggio complessivo di Magnifica Humanitas
- Quale idea di persona emerge dall'enciclica
- Tecnologia, libertà e responsabilità: il filo conduttore del documento
- Il contributo dell'enciclica al dibattito internazionale sull'intelligenza artificiale
- Le grandi sfide che attendono società, istituzioni e legislatori
- Perché il futuro dell'IA dipende prima di tutto dalle scelte dell'uomo
🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale.
Serie: Magnifica Humanitas
Con questo episodio si conclude la serie dedicata alla lettura e al commento dell'enciclica Magnifica Humanitas. Attraverso sei appuntamenti abbiamo esplorato il contributo di Papa Leone XIV al dibattito sull'intelligenza artificiale, mettendo in dialogo il Magistero della Chiesa con il diritto, la tecnologia, l'etica e le trasformazioni della società contemporanea.
L'auspicio è che questo percorso non rappresenti un punto di arrivo, ma un invito a proseguire la riflessione su una delle questioni più decisive del nostro tempo: come costruire un futuro nel quale l'innovazione tecnologica continui a essere realmente al servizio della persona umana.

Jul 25, 2026
Jul 25, 2026
35 min
L'intelligenza artificiale non sta cambiando soltanto il modo in cui utilizziamo la tecnologia. Sta trasformando il lavoro, l'economia, la produzione della conoscenza e gli equilibri della società. Nel quarto episodio della serie dedicata a Magnifica Humanitas, analizziamo il modo in cui Papa Leone XIV affronta queste profonde trasformazioni e le responsabilità che esse comportano.
L'enciclica invita a guardare oltre gli aspetti puramente economici dell'innovazione. L'automazione, gli algoritmi e i sistemi di intelligenza artificiale promettono maggiore efficienza e produttività, ma pongono anche interrogativi sulla dignità del lavoro, sulla tutela delle persone, sull'inclusione sociale e sulla distribuzione dei benefici derivanti dal progresso tecnologico. La tecnologia, ricorda il Pontefice, deve essere uno strumento al servizio dell'uomo e non un fattore di esclusione o di nuove disuguaglianze.
Nel corso dell'episodio approfondiamo il rapporto tra innovazione e giustizia sociale. L'intelligenza artificiale può contribuire a migliorare la qualità della vita, della sanità, dell'istruzione e dei servizi pubblici, ma soltanto se il suo sviluppo è accompagnato da regole, responsabilità e da una visione orientata al bene comune. In assenza di questi elementi, il rischio è quello di accentuare le differenze economiche, concentrare ulteriormente il potere nelle mani di pochi soggetti e lasciare indietro le persone più vulnerabili.
L'enciclica dedica particolare attenzione anche al futuro del lavoro. L'automazione modifica professioni esistenti, ne crea di nuove e ne rende obsolete altre. Questo processo non può essere governato esclusivamente dal mercato o dall'innovazione tecnologica: richiede politiche pubbliche, formazione continua, tutela dei lavoratori e una riflessione sul significato stesso del lavoro nella vita della persona.
In questo episodio mettiamo queste riflessioni in dialogo con le attuali discussioni sull'intelligenza artificiale generativa, sull'automazione delle professioni intellettuali, sulla regolamentazione europea dell'IA e sulle trasformazioni che stanno interessando imprese, pubbliche amministrazioni e sistema educativo.
In questo episodio
- Come l'intelligenza artificiale sta trasformando il lavoro
- Innovazione tecnologica e dignità della persona
- Automazione, occupazione e nuove competenze
- Il rischio di nuove disuguaglianze digitali
- Il bene comune come criterio per governare l'innovazione
- Le implicazioni economiche e sociali dell'intelligenza artificiale
🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale.
Serie: Magnifica Humanitas
Questo è il quarto episodio della serie dedicata alla lettura e al commento dell'enciclica Magnifica Humanitas. Attraverso un'analisi interdisciplinare che intreccia diritto, tecnologia, economia ed etica, la serie esplora il modo in cui l'intelligenza artificiale sta ridefinendo il lavoro, la società e il ruolo della persona nel XXI secolo, offrendo strumenti per comprendere una trasformazione destinata a incidere profondamente sul nostro futuro.

Jul 25, 2026
Jul 25, 2026
22 min
L'intelligenza artificiale offre opportunità straordinarie, ma pone anche interrogativi profondi sulla libertà, sulla responsabilità e sul futuro della persona. Nel terzo episodio della serie dedicata a Magnifica Humanitas, analizziamo il modo in cui Papa Leone XIV affronta il rapporto tra essere umano e sistemi di intelligenza artificiale, individuando alcune delle principali criticità della trasformazione digitale.
L'enciclica invita a non confondere la capacità di elaborare informazioni con l'autentica intelligenza umana. Gli algoritmi possono analizzare enormi quantità di dati, riconoscere schemi e formulare previsioni, ma non possiedono coscienza, libertà, responsabilità morale o capacità di discernimento. Proprio per questo motivo il documento richiama con forza la necessità di mantenere sempre l'essere umano al centro dei processi decisionali, evitando che la tecnologia sostituisca ciò che appartiene esclusivamente alla persona.
Nel corso dell'episodio approfondiamo uno dei temi più delicati dell'enciclica: il rischio della delega. Quando affidiamo agli algoritmi decisioni sempre più importanti — dalla selezione del personale alla concessione di un credito, dalla diagnosi medica alle decisioni giudiziarie — esiste il pericolo che la responsabilità venga progressivamente trasferita alle macchine. Papa Leone XIV richiama invece il principio secondo cui nessun sistema tecnologico può sostituire il giudizio morale e la responsabilità personale.
Analizziamo inoltre il tema del potere tecnologico. Lo sviluppo dell'intelligenza artificiale è oggi concentrato nelle mani di un numero limitato di grandi imprese e istituzioni, capaci di influenzare informazione, economia, lavoro e perfino le dinamiche democratiche. L'enciclica invita a riflettere sulla necessità di una governance capace di orientare l'innovazione verso il bene comune, evitando nuove forme di disuguaglianza, dipendenza e concentrazione del potere.
In questo episodio leggiamo queste riflessioni alla luce del diritto delle nuove tecnologie, della cybersecurity e delle più recenti evoluzioni dell'intelligenza artificiale generativa, cercando di comprendere perché il rapporto tra uomo e macchina rappresenti una delle grandi questioni del XXI secolo.
In questo episodio
- Perché l'intelligenza artificiale non coincide con l'intelligenza umana
- Il rischio della delega delle decisioni agli algoritmi
- Responsabilità personale e discernimento nell'epoca dell'IA
- Il potere delle grandi piattaforme tecnologiche
- Libertà, controllo e governance dell'innovazione
- Le implicazioni giuridiche ed etiche delle decisioni automatizzate
🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale.
Serie: Magnifica Humanitas
Questo è il terzo episodio della serie dedicata alla lettura e al commento dell'enciclica Magnifica Humanitas. Attraverso un'analisi interdisciplinare che unisce diritto, tecnologia, etica e cultura, il podcast accompagna l'ascoltatore nella comprensione delle grandi sfide poste dall'intelligenza artificiale e del ruolo che la persona è chiamata a mantenere in una società sempre più governata dagli algoritmi.

Jul 25, 2026
Jul 25, 2026
29 min
Dopo aver presentato il contesto e il significato di Magnifica Humanitas, in questo secondo episodio di Zero Days entriamo nel cuore dell'enciclica per comprenderne i fondamenti culturali, filosofici e sociali.
Papa Leone XIV richiama la grande tradizione della Dottrina sociale della Chiesa per affrontare una delle sfide più complesse del nostro tempo: lo sviluppo dell'intelligenza artificiale. Il punto di partenza è semplice ma decisivo: ogni innovazione tecnologica deve essere valutata a partire dalla dignità della persona umana e dal bene comune, non esclusivamente dall'efficienza, dalla produttività o dal profitto.
Nel corso dell'episodio analizziamo i principi che guidano l'intero documento: la centralità della persona, la dignità intrinseca di ogni essere umano, la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune e la responsabilità collettiva. Sono concetti che appartengono alla tradizione del pensiero sociale della Chiesa, ma che assumono un significato nuovo quando vengono applicati ai sistemi di intelligenza artificiale, agli algoritmi, alla raccolta dei dati e alle decisioni automatizzate.
L'enciclica invita inoltre a evitare una concezione puramente tecnica del progresso. L'innovazione non è neutrale: ogni tecnologia incorpora scelte, valori e visioni del mondo. Per questo motivo, lo sviluppo dell'IA richiede un costante discernimento etico, giuridico e sociale, capace di mantenere la persona al centro anche in un contesto caratterizzato da automazione, analisi predittiva e crescente potere degli algoritmi.
In questo episodio cerchiamo di leggere questi principi con uno sguardo interdisciplinare, mettendo in dialogo il testo dell'enciclica con il diritto delle nuove tecnologie, la cybersecurity, la governance dell'intelligenza artificiale e le sfide poste dalla trasformazione digitale.
In questo episodio
- I fondamenti della Dottrina sociale della Chiesa applicati all'intelligenza artificiale
- La dignità della persona come criterio guida di ogni innovazione tecnologica
- Bene comune, solidarietà e sussidiarietà nell'era degli algoritmi
- Perché la tecnologia non è mai completamente neutrale
- Il rapporto tra etica, diritto e sviluppo dell'intelligenza artificiale
- I principi che accompagneranno tutta la lettura dell'enciclica
🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale.
Serie: Magnifica Humanitas
Questo episodio è il secondo appuntamento di una serie dedicata alla lettura e al commento della prima enciclica di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale. Attraverso un approccio giuridico, tecnologico e culturale, la serie accompagna l'ascoltatore nell'analisi di uno dei documenti più significativi sul rapporto tra essere umano e innovazione digitale pubblicati negli ultimi anni.

Jul 25, 2026
Jul 25, 2026
30 min
L'intelligenza artificiale sta trasformando il nostro modo di lavorare, comunicare, studiare, creare e prendere decisioni. Di fronte a questa rivoluzione tecnologica, Papa Leone XIV ha scelto di dedicare la sua prima enciclica a uno dei temi più importanti del nostro tempo: la custodia della persona umana nell'epoca dell'intelligenza artificiale.
Magnifica Humanitas, pubblicata nel maggio 2026, rappresenta un passaggio storico nel Magistero della Chiesa. A più di un secolo dalla Rerum Novarum, che affrontò le grandi trasformazioni della rivoluzione industriale, questa nuova enciclica propone una riflessione sul rapporto tra essere umano, tecnologia, lavoro, libertà, giustizia e sviluppo dell'intelligenza artificiale.
In questo primo episodio di Zero Days inizia un percorso di lettura e commento dell'enciclica. L'obiettivo non è soltanto illustrarne il contenuto, ma comprenderne il significato nel dibattito contemporaneo sull'intelligenza artificiale, mettendo in dialogo il testo con il diritto, l'informatica, la cybersecurity, la filosofia della tecnologia e le grandi trasformazioni della società digitale.
Analizzeremo il contesto nel quale nasce il documento, le ragioni che hanno portato il Pontefice a dedicare la sua prima enciclica all'IA e le principali domande che accompagneranno tutta la serie: quale posto occupa la persona nell'epoca degli algoritmi? Quali limiti dovrebbero guidare lo sviluppo dell'intelligenza artificiale? Quale idea di progresso emerge dal documento?
Nei successivi episodi approfondiremo i singoli capitoli dell'enciclica, cercando di coglierne non soltanto il significato teologico, ma anche le implicazioni giuridiche, tecnologiche, etiche e sociali.
Che si condivida o meno la prospettiva proposta da Magnifica Humanitas, si tratta di un documento destinato a diventare un punto di riferimento per chiunque voglia comprendere il rapporto tra intelligenza artificiale e dignità della persona umana.
In questo episodio
• Perché Magnifica Humanitas rappresenta un documento storico
• Il legame con la tradizione della Dottrina sociale della Chiesa
• Perché Papa Leone XIV dedica la sua prima enciclica all'intelligenza artificiale
• Il contesto culturale e tecnologico nel quale nasce il documento
• La struttura della serie di approfondimenti
• I grandi temi che saranno affrontati negli episodi successivi
🎙 Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato all'intelligenza artificiale, alla cybersecurity, al diritto delle nuove tecnologie, alle investigazioni digitali e ai grandi cambiamenti della società digitale.
Serie: Magnifica Humanitas
Questo episodio inaugura una serie dedicata alla lettura e al commento della prima enciclica di Papa Leone XIV sull'intelligenza artificiale, con un approccio interdisciplinare che unisce tecnologia, diritto, etica e cultura contemporanea.