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Episodes
Zero Days è il podcast di Giovanni Ziccardi dedicato al diritto delle tecnologie e alla società digitale.
Ogni episodio analizza, con rigore e un linguaggio accessibile, i temi che stanno trasformando il nostro tempo: intelligenza artificiale, GDPR e protezione dei dati, cybersecurity, informatica giuridica, hacking, investigazioni digitali, legal tech, privacy, crimini informatici e futuro delle professioni legali.
Vuole essere un punto di incontro tra diritto, tecnologia e cultura digitale, pensato per professionisti, studenti e appassionati che vogliono comprendere non solo come funzionano le nuove tecnologie ma, anche, le loro implicazioni giuridiche, etiche e sociali.
Il podcast è creato e curato da Giovanni Ziccardi, professore di Informatica Giuridica all'Università degli Studi di Milano.
Per contatti: giovanniziccardi@icloud.com
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Aug 15, 2026
Aug 15, 2026
26 min

I
Negli ultimi anni molti Stati democratici stanno cercando di aumentare la propria capacità di accedere alle comunicazioni, ai dispositivi e ai dati dei cittadini. Le ragioni invocate sono serie e spesso indiscutibilmente legittime: terrorismo, criminalità organizzata, abusi sessuali sui minori, cybercrime, spionaggio, minacce ibride e sicurezza nazionale.
Ma dietro provvedimenti, tecnologie e proposte legislative apparentemente differenti emerge una domanda molto più profonda:
quanto deve essere ancora possibile, in una società digitale, comunicare in uno spazio nel quale neppure lo Stato possa entrare?
In questo secondo episodio di REC parto da questa domanda per analizzare una delle tensioni più importanti delle democrazie contemporanee: il rapporto tra sicurezza, sorveglianza e libertà.
La digitalizzazione ha infatti modificato radicalmente la natura stessa della sorveglianza. Accedere a uno smartphone non significa più soltanto intercettare una conversazione: significa potenzialmente conoscere relazioni, fotografie, spostamenti, documenti, ricerche, interessi e una parte considerevole della memoria di una persona. E l'intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore salto di scala, perché rende possibile correlare e analizzare automaticamente quantità di informazioni che in passato sarebbe stato quasi impossibile esaminare.
Al centro dell'episodio c'è il grande conflitto attorno alla crittografia end-to-end. Le autorità denunciano da anni il problema del going dark: che cosa accade quando una comunicazione rimane tecnicamente inaccessibile anche in presenza di un provvedimento legittimo dell'autorità giudiziaria?
Da qui nascono le proposte di accesso eccezionale, le discussioni sulle backdoor, il client-side scanning e il controverso dibattito europeo conosciuto come Chat Control.
Ma una vulnerabilità creata per consentire l'accesso ai soggetti legittimati può diventare una vulnerabilità utilizzabile anche da Stati ostili, servizi di intelligence, gruppi criminali e attaccanti informatici.
Perché la crittografia non protegge soltanto la privacy: la crittografia è essa stessa sicurezza.
L'episodio affronta anche un'altra trasformazione fondamentale: il ricorso dello Stato a government trojan, captatori informatici e lawful hacking. Se una comunicazione non può essere intercettata perché cifrata, diventa possibile tentare di acquisirla direttamente dal dispositivo.
Nasce così un paradosso: lo Stato può trovarsi contemporaneamente nella posizione di dover eliminare le vulnerabilità per proteggere i cittadini e di volerle conservare per poterle utilizzare nelle investigazioni.
E poi ci sono gli spyware commerciali, l'intelligenza artificiale applicata alla sorveglianza, la possibilità di ricostruire automaticamente reti di relazioni e comportamenti, l'espansione progressiva delle finalità per cui gli strumenti investigativi vengono utilizzati e il rischio del chilling effect: modificare il proprio comportamento semplicemente perché si percepisce la possibilità di essere osservati.
Il punto non è sostenere che ogni aumento dei poteri investigativi trasformi automaticamente una democrazia in uno Stato autoritario. Il problema è comprendere quando una legittima esigenza di sicurezza comincia a modificare strutturalmente l'equilibrio tra cittadino e potere pubblico.
Per questo, davanti a ogni nuova tecnologia di sorveglianza, le domande decisive non sono soltanto se sia utile a combattere il crimine, ma se sia necessaria, proporzionata, controllabile, circoscritta e reversibile.
Il vero conflitto dei prossimi anni potrebbe allora non essere semplicemente tra privacy e sicurezza, ma tra due diverse concezioni della sicurezza: quella dello Stato, che deve poter investigare e prevenire, e quella del cittadino, che deve poter proteggere i propri dispositivi, le proprie comunicazioni e lo spazio privato nel quale esercita la propria libertà.
Una democrazia ha bisogno di entrambe.
La questione non è scegliere tra uno Stato cieco e uno Stato onnisciente. La questione è decidere quanto deve poter vedere uno Stato democratico senza smettere, proprio per questo, di essere democratico.

Jan 8, 2023
Jan 8, 2023
13 min

In questa recensione parliamo del libro/diario di Chelsea Manning intitolato Readme.txt e pubblicato nel 2022.
Qui una breve descrizione dell'AUTRICE, presa dal sito dell'editore Rizzoli:
"Chelsea Manning è un’attivista politica americana, già analista di intelligence dell’esercito degli Stati Uniti. Vive a Brooklyn e lavora come consulente per la sicurezza informatica ed esperta di scienza dei dati e di intelligenza artificiale".
Qui una breve sinossi del volume, sempre presa dal sito dell'editore Rizzoli:
"Nel 2010, mentre lavorava in Iraq come analista di intelligence dell’esercito degli Stati Uniti, Chelsea Manning rende pubblici centinaia di migliaia di documenti classificati, militari e diplomatici, copiati sulla scheda di memoria della sua macchina fotografica e caricati sui server di WikiLeaks. Dopo l’arresto nel maggio del 2010, una durissima detenzione tra Kuwait e la base di Quantico, il processo con ventidue capi di imputazione legati al possesso e alla diffusione di documenti militari classificati, nel 2013 arriva la condanna a trentacinque anni di carcere.Il giorno dopo la sentenza, Manning dichiara di essere una persona di genere femminile – «è così che mi sento e mi sono sempre sentita, fin dall’infanzia, per questo voglio iniziare al più presto una terapia ormonale» – chiedendo che sia l’amministrazione civile e militare a fornirle i mezzi per la transizione. Nel 2017, con una delle ultime decisioni prima della fine del mandato, il presidente Barack Obama commuta la pena, e a maggio Chelsea Manning torna in libertà.Questo libro è il manifesto di una duplice battaglia: per la trasparenza istituzionale e la piena assunzione delle proprie responsabilità da parte dei governi, e per la difesa dei diritti delle persone trans. Ma è anche e soprattutto la storia dell’infanzia e del-l’adolescenza in una famiglia difficile, di una passione da nerd per l’informatica, di un desiderio di emancipazione attraverso la carriera militare, e del feroce orgoglio di un’attivista convinta della necessità civile della propria opera. Questo memoir potente è destinato a diventare una delle testimonianze definitive della nostra era digitale, dominata dall’informazione".
Qui la copertina, per agevolare le vostre ricerche in libreria:


Jan 1, 2023
Jan 1, 2023
27 min

La recensione di questa settimana riguarda il libro di Tomas Rid, "Misure attive", pubblicato nel 2022 e dedicato alla storia della disinformazione.
Si tratta di un libro molto corposo, dedicato (anche) a una ricognizione storica dell'idea di "falso", di fake news, di contro-informazione e disinformazione.
L'ultima parte del volume è riservata al tema della guerra dell'informazione nella società digitale.
Questo il profilo dell'AUTORE contenuto sul sito dell'editore (LUISS):
"Thomas Rid, politologo e professore di studi strategici alla Johns Hopkins University, è l’uomo che ha svelato le ingerenze degli hacker russi nelle elezioni americane. È considerato tra i maggiori esperti al mondo di cybersecurity e delle implicazioni politiche di intelligence, spionaggio e hacking. Misure attive è ritenuto nel panorama internazionale uno dei lavori più significativi degli ultimi anni".
Questa è, invece, la SINOSSI del libro, sempre presa dal sito dell'editore:
"Viviamo nell’era della disinformazione. Agenzie di comunicazione, professionisti dei social media e abilissimi hacker sono l’esercito silenzioso di chi, attraverso divulgazione di fake news e falsificazione di dati, agisce spesso nei lati più oscuri dell’informazione con un unico obiettivo: indebolire la democrazia mettendo in dubbio la sua stessa credibilità. Era il 2016 quando Thomas Rid, tra i massimi esperti di cybersecurity a livello globale, alle porte delle elezioni americane portò alla luce la notizia di un’operazione sotto copertura da parte dell’intelligence russa per ribaltare il risultato elettorale. È l’evoluzione delle cosiddette “misure attive”, ovvero di tutte quelle attività di influenza architettate strategicamente per raggiungere un determinato obiettivo. Dalle campagne di disinformazione post rivoluzione russa che hanno portato alla Guerra Fredda a quelle organizzate ad arte da CIA e KGB nel corso della storia, fino alla più recente vicenda della “fattoria dei troll” di San Pietroburgo. Con Misure attive Thomas Rid traccia una storia della disinformazione professionale organizzata, ricostruendo attraverso documenti esclusivi alcune delle vicende più significative e incredibili dell’ultimo secolo, dimostrando, tra le altre cose, come le spie avessero imparato a muoversi agilmente tra le pieghe di Internet molto prima della vicenda WikiLeaks. Il libro di Rid è anche una riflessione sul futuro che ci aspetta, che assomiglia sempre di più a una casa di specchi in cui sarà indispensabile imparare a distinguere la realtà da tutti i suoi verosimili riflessi".
Nel caso foste interessati/e ad acquistarlo, in libreria cercate questa COPERTINA:


Sep 13, 2017
Sep 13, 2017
35 min
Stefano Mele, avvocato in Milano e studioso attento alle tematiche delle cyberguerre, dei reati informatici e delle battaglie che ruotano attorno agli eserciti elettronici, è un punto di riferimento nazionale e internazionale su questi temi.
Nel primo episodio di Guru Meditations ripercorriamo con lui i concetti essenziali necessari da comprendere quando si parla di guerre dell'informazione, e analizziamo le problematiche più attuali.
Parleremo di attacchi, difese, Stati, virus, intelligence, geopolitica e strategie.

Jul 7, 2017
Jul 7, 2017
49 min
In questo podcast mi occupo del passaggio dalle modalità di sorveglianza e controllo "orwelliane" al quadro attuale, molto più simile alle atmosfere dei romanzi di Kafka.
L'analisi andrà dal dopo 11 settembre, con le riforme legislative volute dalle amministrazioni che si sono man mano succedute, sino dalla "rottura" causata dalle rivelazioni di Snowden e alla "pubblicità" dei sistemi più segreti di sorveglianza e controllo.